

VARATO DALLA
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GIUGNO 2006
tra i quali i Proff. PAGNINI (univ. di FI) e BERRETTINI (Univ. di PI)
Di
questo Documento, che ovviamente riproduciamo solo in alcune sue parti,
si trova scritto:
“Il
deficit uditivo o ipoacusia è una delle patologie più diffuse nella
nostra società. La sua prevalenza varia da circa lo 0,2% sotto i 5 anni
di età a oltre il 40% sopra i 75 anni.
La percezione uditiva
è una delle funzioni più
importanti per la comunicazione e la sua diminuzione o perdita comporta
notevoli limitazioni. Infatti nel bambino, un difetto
Le
ipoacusie… si distinguono in genetiche e acquisite...
e sono suddivise in
In
base all'epoca di insorgenza, la sordità può essere classificata in
congenita, ovvero presente alla nascita e acquisita, cioè insorta
successivamente, oppure, se si considera il rapporto temporale tra
l'insorgenza della sordità e le tappe dello sviluppo del linguaggio in
pre-verbale, se insorge prima dei 3 anni, epoca entro la quale i bambini
apprendono le regole fondamentali del linguaggio e post-verbale, se
insorge dopo i 3 anni di età; tuttavia nei bambini fino a 5-6 anni di
età l'input uditivo costituisce un supporto indispensabile per la
produzione verbale; …una sordità insorta entro i 5-6 anni di età, se non
diagnosticata precocemente e corretta mediante un trattamento
protesico-riabilitativo adeguato, avrà conseguenze negative sulla
comunicazione orale.
L'impianto cocleare è una procedura ormai diffusa anche in età
pediatrica e le linee guida e i criteri di selezione in questo ambito si
sono progressivamente modificati, soprattutto sulla base dei risultati
ottenuti sia sul versante delle abilità percettive che su quello della
produzione verbale, in bambini affetti da sordità profonda sottoposti ad
impianto cocleare. Inizialmente le indicazioni all'impianto cocleare
erano limitate a bambini con sordità profonda e soglia uditiva > 110 dB
HL (PTA-pure tone audiometry tra 500-1000-2000-4000 Hz), cioè sordità
profonda del terzo grado. Attualmente le indicazioni sono state estese a
gruppi di pazienti con ipoacusia profonda di primo e secondo grado (PTA
90-110 dB HL), e secondo le più recenti linee guida, l'impianto cocleare
è indicato anche in bambini di età compresa tra 2 e 18 anni con sordità
grave-profonda, che presentano una percentuale di riconoscimento di
parole con protesi acustica inferiore a 30-50%.
Uno
tra i fattori più importanti nel condizionare le performance
post-impianto nel bambino è l'età al momento dell'impianto. Per le
sordità pre-verbali, non esiste un limite superiore, ma come è noto,
dopo i anni la plasticità cerebrale è notevolmente ridotta e si riduce
drasticamente dopo i 7 anni, per esaurirsi quasi completamente dopo i 10
anni. Più precocemente viene eseguito l'impianto cocleare, minori
saranno i processi di deprivazione sensoriale e migliore sarà lo
sviluppo delle abilità percettive e della produzione verbale; per questo
c'è un orientamento ad eseguire l'impianto sempre più precocemente.
Nella maggior parte dei Centri, l'età di 2 anni è considerata ottimale,
in quanto un impianto in età più precoce presenta problematiche...
Nel
caso di bambini che hanno acquisito una ipoacusia profonda a qualsiasi
età (es. meningite), è consigliabile eseguire l'impianto cocleare il più
precocemente possibile, al fine di ridurre al minimo gli effetti della
deprivazione uditiva; nel caso di sordità post-meningitica c'è un alto
rischio di ossificazione cocleare e se la RM evidenzia una iniziale
ossificazione è necessario eseguire rapidamente l'IC, anche se il
bambino è molto piccolo.”